Frittata? No… POLENTATA!

Succede che il tempo continua ad essere infame, imperterrito. E succede anche che all’improvviso devi preparare una cena rapida e sfiziosa per sfamare un autoinvitato, mentre i tuoi programmi prevedevano una semplice insalata mista o un minestrone – ah già, capita anche ai migliori vegani di ricadere in qualche cliché, non sfottete! Dispensa quasi vuota… cosa faccio, cosa non faccio, ed ecco la soluzione super easy, super gustosa, nutriente e addirittura gluten free! Allora, se a un vegano parlate di frittata, di solito il soggetto in questione sorride e vi corregge il termine in FARIFRITTATA, perché alla base di ogni frittata vegan che si rispetti c’è la FARINATA (o cecina), fatta con farina di ceci. Ecco, in realtà non c’è nulla di male a definire “frittata” qualunque cibaria cotta in padella in questo modo, ma per le digressioni etimologiche vi rimando all’articolo Di RAGU’ e SUSHI vegani… Via che si spadella!

frittata polenta 2Ingredienti:

  • farina per polenta integrale istantanea
  • acqua
  • sale
  • 130 g di borlotti cotti
  • olio
  • rosmarino
  • gomasio
  • peperoncino
  • 1 spicchio d’aglio

Procedimento:
far bollire l’acqua leggermente salata, versare la farina a pioggia e cuocere mescolando continuamente con una frusta. Non ho specificato il quantitativo perché non seguo mai le indicazioni della confezione e preferisco andare “a occhio”, anche perché amo la polenta più soda rispetto al risultato che otterrei con le dosi indicate. Poi se ne avanza, riscaldata in forno è sempre un ottimo sostituto del pane, quindi di solito abbondo. Detto ciò, in una padella riscaldate un po’ d’olio e versate i borlotti, lo spicchio d’aglio tagliato in due, il rosmarino tritato, gomasio, peperoncino. Fate rosolare il tutto poi eliminate l’aglio e versate in padella la polenta. Mescolatela con i fagioli e datele una forma omogenea. Aggiungete un filo d’olio e continuate a rosolare. Dopo un paio di minuti sarete anche in grado di rigirarla con tanto di salto acrobatico, come una vera frittata. Se non volete rischiare, aiutatevi con una spatola o qualche altro arnese. Rosolate altri due minuti e spegnete il fuoco. Dopo una decina di minuti (forse anche meno) la polentata si sarà solidificata del tutto (sarà comunque ancora calda) e potrete decidere se rosolarla un po’ di più in padella o in forno, in modo da rendere croccante l’esterno. In entrambi i casi, la dovrete ungere leggermente. Servita appena fatta è ottima, ma anche riscaldata ha il suo perché 🙂

Green-go tips:

  1. qualcuno avrà sicuramente riconosciuto un vecchio piatto tradizionale emiliano, assolutamente non vegan e molto più unto nella versione originale, che di solito viene tagliato a bastoncini, tipo cantucci. Su Veganblog ne avevo pubblicata una versione in quel formato e cotta al forno, ma questa è decisamente più rapida e versatile
  2. accompagnata da verdure crude o una semplice insalata, vi consente di trasformare un classico primo in un secondo/piatto unico proteico: l’abbinamento legumi+cereali vi permette di ottenere amminoacidi completi, come le proteine della carne
  3. come sempre, e non mi stancherò mai di dirlo… sbizzarritevi! Provatela anche con cipolle precedentemente stufate ad esempio – altro classicone da frittata
  4. è un piatto che sazia, soddisfa ed è anche economico!
  5. so bene che la polenta istantanea non è il massimo, ma in quanto a rapidità è imbattibile! Poi quella integrale mi piace un sacco (quella della Valsugana si trova in tutti i supermercati)
    frittata polenta 3

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