Firenze VEG!

aglio orsino
aglio orsino – wild garlic

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Se la Toscana è generalmente rinomata per fiorentina e altre specialità a base di carne, sappiate che una visita a Firenze potrebbe aprirvi le porte di un mondo veg che si sta impossessando della città! Complice la super guida Silvia, anche l’Orso Barbuto che mi accompagnava è riuscito a fare un weekend vegan… evviva! Da dove cominciare? Silvia mi ha dato una selezione di locali, ovviamente non siamo riusciti a farli tutti altrimenti avremmo rischiato un’indigestione! Quelli che abbiamo provato però ci hanno regalato soddisfazioni che qui in Emilia (sob!) devono ancora arrivare… Comincio dall’ultimo posto visitato perché è quello che mi ha entusiasmata oltre misura, e non è un locale ma un mercato! La terza domenica di ogni mese in piazza Santo Spirito potete trovare un mercatino BIO ricco di prelibatezze di ogni tipo: pane fatto con grani antichi, frutta che arriva direttamente dalla Sicilia o dal trentino, asparagi selvatici e selezione di erbe di campo (ortiche, tarassaco, aglio orsino…), dolci, biscotti e pizze o torte salate vegan, marmellate di ogni tipo, cereali e legumi ma soprattutto l’invenzione del secolo: la salsa di lenticchie e di ceci! Praticamente ha il sapore della classica salsa di soia ma è fatta con legumi locali ed è priva di glutine! Miracolo!!! E la stessa ditta (Lolmaia) produce anche miso a base di ceci, miglio e semi di girasole, buonissimo!

camomilla
camomilla – chamomile
marmellate
marmellate – jams
ortiche
ortiche – nettle
le fate
Cena @ Le Fate – Dinner @ Le Fate

Il giorno precedente a metà mattina abbiamo fatto uno spuntino alla Cantinetta di Verrazzano, locale storico dove dovete assolutamente passare per dare un’occhiata agli arredi e gustare focacce o cecina (la nostra amatissima farinata) cotti nel forno a legna! Purtroppo era troppo presto per gustare la cecina che sarebbe stata preparata più tardi. Per due pezzi di focaccia, un tè e un caffè abbiamo speso 5,00 € – prezzo onestissimo considerando la location d’epoca e la qualità. Pranzato a La Raccolta, bellissimo negozietto BIO che è anche caffetteria e ristorante dove è possibile scegliere un piatto unico con tanti assaggi. L’Orso ha mangiato gnocchetti di patate con ragù di seitan, Silvia ha preso un piatto misto e io ho scelto uno sformato di porri e mela. Tutto ottimo compresi i dolci (tiramisù e cheesecake) e prezzi adeguati. Il locale è stato rinnovato di recente e merita veramente una visita. E infine come non cenare presso Le Fate, dove i piatti corrispondono ai segni zodiacali e, in base alla propria scelta, la proprietaria fa previsioni astrali! Ottima qualità, il piatto unico costa 25,00 € ma è veramente abbondante e ricco di sapori e l’atmosfera è sicuramente particolare!
Last but not least, il mercato coperto, sicuramente un po’ turstico ma dove si può trovare veramente di tutto, cibo etnico compreso e dove il primo piano è tutto dedicato alla ristorazione.
mercato coperto 8 mercato coperto mercato coperto 5Avrei tantissimo da scrivere, ma preferisco lasciarvi un consiglio: se è da un po’ che non ci andate, visitate Firenze!!!

VEGAN FLORENCE!
If Tuscany is usually known for its popular T-bone steak and meaty dishes, a trip to Florence might change your mind and introduce you to a whole different (and vegan) world! Thanks to our friend Silvia who ended up being a wonderful tour guide, even my Bearded Bear turned vegan for the whole weekend! Silvia suggested us a wide selection of places where to eat and, of course, we couldn’t try them all otherwise we would have had an indigestion! The ones we have tried however gave us pleasures that are yet to arrive here in Emilia (sob!)… Let’s start from the last place visited, since it totally thrilled me! It’s an organic street market located in Santo Spirito square and it takes place every 3rd Sunday of each month. Here you can find a wide selection of products arriving from all over Italy, from Sicily to Trentino: wild asparagus, dandelion, wild garlic, fresh fruit and vegetables, vegan pastry, savoury pies and bread… but above all, here’s the best invention of the century: lentil and chickpea sauce tasting just like soy sauce but gluten and soy free! That’s a miracle!!! And the same company (Lolmaia) also produces a sort of miso made out of chickpeas, millet and sunflower seeds, awesome! The first day we had a morning break at Cantinetta di Verrazzano, a typical place where you certainly have to go to take a look at the ancient furniture and where you can taste a lovely focaccia or cecina (also known as farinata, a sort of chickpea flour pancake) baked in wood oven! We paid 5.00 € for 2 focaccia slices, cup of coffee ad a cup of tea: a very honest price considering the hystoric location and the high quality. We had lunch at La Raccolta, very cool organic store with coffee shop and restaurant in the back. Here you can have a combo menu with different choices of dishes. Bearded Bear ate potato gnocchi with seitan sauce, Silvia chose a combo dish with 4 different choices and I had a leek and apple savory tart. The desserts were very tasty too (tiramisù and cheeseFake) and the price was adequate. For dinner Silvia took us to a special restaurant, Le Fate (The Fairies)  where the food is named after the zodiac signs and, according to your choice, the owner tells you about your near future! Very high quality food, the combo dish costs 25,00 € but it deserves every cent – and it’s really huge and rich of flavors. 
Last but not least, the indoor market: though a bit touristic, you can find everything there and the first floor is all dedicated to catering.

There’s so much more to say, but I prefer giving you one suggestion only: go and visit Florence soon!!! 🙂

duomo

Cremona da mangiare (tasty Cremona)

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Lasciate ogni speranza (di mangiare vegan) o voi che entrate… ecco, più o meno questo è ciò che si pensa se avvicendandovi per le via del centro di Cremona entrerete all’Osteria Garibaldi. SBAGLIATO! L’opzione veg è presente a menù e, anche in giornate da festa del torrone con menù speciale super carnivoro, chiedete e vi sarà dato! Innanzitutto colpisce la gentilezza dei signori che servono e che non sbuffano irritati e polemici alla richiesta di un piatto veg. Anzi, vi proporranno con la massima disinvoltura würstel di tofu e, nel mio caso, scusandosi perché “sa, di solito abbiamo anche il seitan ma in questi giorni c’è un menù particolare”. Quindi non fatevi scappare questa osteria vecchio stile, dove i vini sono bio e la qualità è certamente alta. Alla fine mi è stata servita una zuppa di verdure enorme, tanto che se avessi immaginato le dimensioni non avrei ordinato il secondo, e i suddetti würstel di tofu con salsa al rafano fatta in casa, barbabietole e senape. Il lambrusco biologico – secco e ottimo, detto da un’emiliana che non ama particolarmente questo vino – è stato servito nelle scodelle di ceramica, come una volta. Devo dire che il prezzo è stato forse un po’ alto: per coperto, due primi, due secondi, ½ litro di vino sfuso, 1 bottiglia d’acqua e due caffè abbiamo speso 30,00 €/persona. In realtà, in Emilia è il prezzo medio dei menù tipici, tuttavia non credo che un minestrone possa avere lo stesso prezzo di ravioli & co., né i würstel di tofu con salse possono costare 14,00 € (prezzo dei secondi). Ammetto che data la qualità, la cortesia e l’inaspettata scelta, abbiamo pagato con il sorriso! 🙂 Se avrete voglia di provare l’osteria Garibaldi, prendetevi tutto il tempo e per un attimo, lasciate la fretta fuori dalla porta e gustatevi un pasto vegan nel cuore della tradizione – più trasgressivo di così… 😉

Corso Giuseppe Garibaldi 38, 26100 Cremona, Italia (tel.: 0372 37365)

osteria garibaldi

tofu hotdog

vino

Leave every hope (to eat vegan) before you get in… well, this is what you might think as soon as you step into Osteria Garibaldi, after a walk downtown Cremona. WRONG! The veg choice is part of the menu and, even during special occasions, such as torrone feast when a super-meaty menu is proposed, you can still ask for your vegan meal! First of all, I was truly impressed by the kindness of the hosts, who didn’t snort irritated and polemic because of my request of a vegan meal. Actually, the will easily propose you tofu hot-dogs with total nonchalance and, this was my case, justifying themselves because “you know, we usually have seitan as well, but these days there’s a special menu…” Therefore don’t miss this old-style tavern, where the wine is organic and the food quality is certainly high. I ate a huge vegetable soup and the above mentioned tofu hot-dogs with beetroots, horseradish sauce and mustard – had I only guessed that the soup was so huge, I wouldn’t have ordered the tofu sausages… The wine, a dry lambrusco, tasted wonderful and was poured into ceramic bowls, as a typical custom of our farming tradition. I have to say the bill was a little expensive: we paid 60,00 € for bread, two first courses, two main courses, a bottle of water, ½ liter wine and two coffees. Actually, here in Emilia 30,00 €/person is the average price for a typical menu, however I think neither a vegetable soup can cost the same as stuffed pasta, such as ravioli, nor tofu sausages can cost 14,00 €. On the other hand, the first-rate food, the kindness of the owners and the unexpected veggie choice let us pay with a smile on our face! 🙂 If you’d like to try this tavern, take your time, leave rush outside the door and enjoy a vegan meal in the heart of tradition – very transgressive, isn’t it? 😉

Corso Giuseppe Garibaldi 38, 26100 Cremona, Italia (tel.: 0372 37365)
https://www.facebook.com/pages/Osteria-Garibaldi/373928182635771

Padova mangereccia

Non so voi, ma per quanto mi riguarda, internet mi abbandona sempre nel momento del bisogno… mah! Fatta questa considerazione che non c’entra niente ed è più che altro uno sfogo, confesso che nella categoria viaggi vegan sgangherati avrei voluto recensire un sacco di ristoranti veg in cui mi sono imbattuta durante le mie veg-peregrinazioni. Avrei voluto, eppure qualcosa è andato storto: le ultime sarebbero state tutte recensioni negative, se non addirittura negativissime! Ero lì lì per scriverne un paio, perché poi capita spesso che questi ristoranti siano cari arrabbiati e se la qualità tanto acclamata non è pervenuta, come si fa a convincere gli onnivori che non mangiamo solo fagioli in scatola??? Uffa! E, altro dettaglio non indifferente, non è che poi siamo qua per farci prendere in giro, no? Poi però mi sono lasciata impietosire. Ho pensato che, forse, quella era una giornata storta. E forse lo chef era malato e il sostituto non all’altezza. Oppure c’è stato qualche problema con le forniture di verdure. O magari appartengono tutti ad una strana religione che aborra il piacere gastronomico. Comunque sia, credo che tutti meritino una seconda chance e dato che le mie sono scorribande sporadiche in altre città e non frequentazioni assidue, ho deciso di evitare commenti negativi e di concentrarmi sulle piacevoli sorprese trovate in giro – spesso in ambiente onnivoro. La segnalazione di oggi riguarda la GOURMETTERIA che già il nome è tutto un programma. Il weekend scorso ero a zonzo per Padova con una super amica con cui ogni tanto mi concedo una fuga dal mondo. Mentre cercavamo alcuni luoghi di interesse storico, ci siamo imbattute in questo locale decisamente super trendy, con una vastissima scelta di piatti e in cui è possibile anche acquistare cibarie particolari e attrezzatura da cucina. Il mio sguardo è stato subito attirato dalla V verde appollaiata di fianco ad alcuni piatti. Proseguendo nei nostri giretti è arrivata l’ora di pranzo, ci scambiamo un paio di occhiate, ma tutte e due concordiamo che la Gourmetteria è dove vogliamo andare, nonostante Padova pulluli di locali carinissimi. L’attesa è stata un po’ lunga, ma devo dire che ne è valsa la pena. Tutto il personale è stato gentilissimo e, cosa più importante, il cibo era ottimo. Io ho preso gli spaghetti integrali al ragù di seitan, mentre la mia amica una specie di focaccia a base di farina di mais condita con verdure grigliate, insalatina, provola e aceto balsamico. Dato che il formaggio non era stato fatto sciogliere, il piatto era facilmente veganizzabile e sono riuscita ad assaggiarlo anch’io, giusto per dovere di cronaca, eh! Con acqua e caffè, abbiamo speso 12,50 € a testa, che spesso qui in Emilia non bastano neanche per una pizza semplice. Considerando il livello del locale, con cucina a vista e tanti camerieri pronti a coccolarti, il cestino con vari tipi di pane e il coperto gratis, mi sembra un prezzo adeguato. Ma soprattutto ho apprezzato che nelle proposte vegan non ci fossero le classiche verdure grigliate mosce o la pasta al pomodoro. Insomma, apprezzo lo sforzo di proporre qualcosa con seitan cucinato impeccabilmente. Mentre curiosavo tra i prodotti esposti, mi sono illuminata nel trovare il pepe lungo indiano, anche detto pippali – un nome un programma – che non trovavo da nessuna parte 🙂 Non potevo assolutamente lasciarlo lì 😉pippali

Se capitate a Padova, non fatevi scappare questo locale!

http://www.gourmetteria.com/

La vegan Grecia che non ti aspetti!

da Marinos, KalymnosLa vacanza di quest’anno non è stata la mia prima volta in Grecia e i piatti vegan della cucina “povera” tradizionale li avevo già visti fotografati e decantati su altre guide turistiche. Eppure non ero ancora riuscita a trovarli – e a dirla tutta, non ci speravo più. Non che non li avessi chiesti a camerieri e gestori di ristoranti, ma dopo l’ennesima proposta di pesce o formaggio, mi ero rassegnata ad un po’ di hummus (nella versione greca, dal retrogusto troppo dolciastro per me), olive e pane pita, che pur essendo ottimi, alla lunga stancano. Pensavo che ormai la tradizione avesse lasciato il posto a piatti “arricchiti” di carne e formaggio a prova di turista goloso, uniformandosi agli standard da fast food internazionale. E invece ecco riaccendersi un barlume di speranza! Lasciata la chiassosa Kos Town per traghettare alla volta di Kalymnos e Lipsi, ho scoperto un mondo gastronomico ricco di legumi e verdure ripiene, cotte in ogni modo e senza l’aggiunta di derivati animali. Il mio piatto preferito è stato quello chiamato fava che è appunto una purea di fave gialle servita calda con cipolla (a volte cruda, a volte stufata) e olio d’oliva. Sul pane bruschettato, con l’aggiunta di pomodorini, è la morte sua; in versione più liquida invece è una crema più “zupposa”. Non mi sono neanche data il tempo di fotografarla, la divoravo e basta! Un altro piatto fantastico è la zuppa di lenticchie, legume che non amo particolarmente, ma che in questo caso ho adorato. Queste lenticchie sembravano tipo quelle di Castelluccio, tanto per fare un paragone, che trovo molto più buone di quelle più diffuse. La zuppa conteneva sicuramente pomodoro, il classico soffritto di carote e cipolla e una generosa quantità d’olio. Semplicissima, per nulla speziata ma veramente saporita. Mi torna fame al solo pensiero! Sempre a tema proteico, i fagioli giganti (tipo bianchi di Spagna) stufati in sugo al pomodoro mi ricordavano un piatto che facciamo anche qua ma con un infelice abbinamento. Buonissimi e soprattutto NON abbinati a nessun tipo di carne. Ho scoperto anche le verdure stufate nell’olio, ma non come le cuciniamo noi… no no, proprio IMMERSE nell’olio! 111.da Marinos_2Beh, non proprio il mio genere, ma comunque particolari. Un altro piatto che avevo cercato disperatamente e che finalmente ho potuto assaggiare è il briam, una specie di ratatouille di verdure miste cotte al forno. Pensavo che la cottura al forno conferisse un chissà-che di speciale… ok, sembrava una nostra caponata, ottima e con qualche aroma in più, ma quello era. E a Lipsi sono riuscita anche a mangiare i pomodori e peperoni ripieni di riso e aromi SENZA AGGIUNTA DI CARNE O FORMAGGIO! Praticamente un miracolo considerando che nelle località più turistiche ti sbattono la feta ovunque! Ovviamente non mi sono fatta mancare la frutta secca e disidratata per gli spuntini e le lunghe passeggiate, ma anche in versione junk per i nostri aperitivi post spiaggia e soprattutto per accompagnare una birretta mentre guardavamo i mondiali di calcio con altri stranieri (ovviamente i Fonzies della foto non sono miei!). Sicuramente frutta e verdure crude hanno dominato i mini pranzetti in spiaggia: la qualità era ottima, per non parlare della praticità e dell’aspetto economico… Nessuno si stupiva o faceva domande se chiedevo un’insalata greca senza feta e mi sono sentita stranamente normale:-) Niente dolci però!151.aperitivo…o quasi! Di fatto sono tutti pieni zeppi quantomeno di miele, ma sono comunque riuscita a salvare un paio di loukoumades dalla classica cascata di miele con cui vengono irrorati. I loukoumades sono palline di impasto lievitato, fritte in olio e successivamente ricoperte di miele e cannella. La ricetta non prevede uso di latte e uova e il miele si può rimpiazzare con un sacco di alternative, come sciroppo d’agave, d’acero o malto. Buonissimi, non dietetici ma in ogni caso molto più leggeri dei nostri classici bomboloni. Il costo delle mie cene al ristorante era sempre sui 10 €, a volte molto meno, altre poco di più a seconda delle bevande. Questo perché i miei piatti erano considerati come contorni, nonostante le porzioni abbondanti. Insomma, viaggiare vegan style è possibile, più economico e più tipico! Un’ultima considerazione: se fuori dalle rotte del turismo di massa si trovano più ricette autentiche e naturalmente vegan rispetto a luoghi dove in realtà TUTTO dovrebbe essere accessibile, allora c’è qualcosa che non funziona nel modo giusto. C’è un ingranaggio che si inceppa e fa virare la maggior parte delle persone verso uno stile di vita artificiale (e artificioso), condizionando negativamente il rapporto domanda-offerta. Dovremmo avere più scelta, ma in realtà ce n’è meno. E allora decido di essere IO la mia scelta, vegan of course! Go green! ♥

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